Storie dal Decamerone. Il Potere
Palco spoglio, due sgabelli, uno strumento, alcune note, due persone, una voce, quella di Claudio Santamaria che si trasforma in un re. Un re inteso come uomo potente, che decide la sorte altrui, che con un segno di penna su una parola, può cancellare una vita. Il potere di decidere della vita degli altri, lasciando scorrere la propria dietro apparenze e finti sorrisi. Il potere di essere rispettato, ma mai veramente amato. Il potere di esserci ma non quello di sentirsi. È un re, è un uomo di potere immaginario, quello che racconta Santamaria, eppure così vicino a qualcosa che viviamo tutti i giorni. La sensazione di dipendere da decisioni altrui prese senza tanti riguardi e senza alcuna empatia è viva e presente. Eppure qualcosa si incrina in questo uomo tutto d'un pezzo che ci parla, qualcosa lo sveglia, uno sguardo di ragazza pulito gli scrolla le spalle... Apre gli occhi su quello che miseramente è diventato, sull'impero fatto di niente su cui sta seduto. Scappa, h...